Storia e cultura | Valle Stura

Abitata in epoca preromana dai Liguri Montani, la valle Stura fu conquistata dai Romani in epoca augustea, ed aggregata al municipium di Pedona (ora Borgo San Dalmazzo) Già allora la valle aveva notevole importanza per via dei suoi valichi che garantivano un facile transito verso l’altro lato delle Alpi. A partire dal V secolo, la valle subì prima le invasioni barbariche e poi, nei secoli IX e X ossia nel periodo in cui la valle faceva parte dei possedimenti dell’abbazia benedettina di Pedona, quelle dei Saraceni.

Dopo il dominio del Vescovo di Torino e del Marchesato di Saluzzo, subì successivamente la spinta espansionistica del comune di Cuneo, legato agli Angiò che si impossessarono di tutta la valle e la unirono alla Provenza nel 1259. Nei secoli successivi, i Savoia compirono diversi tentativi per impadronirsi della valle e nel 1388 il loro dominio si estese fino al comune di Sambuco.

Nel frattempo, con l’annessione della Provenza al regno di Francia, il resto della valle passò sotto il dominio della corona francese e solamente nel 1588 I Savoia riuscirono finalmente ad entrare in possesso dell’intera vallata fino al colle della Maddalena. Sotto il dominio savoiardo la valle vide passare numerose guerre, anche legate alla facile comunicazione tra i due versanti delle Alpi, che hanno da sempre conferito alla valle Stura una notevole importanza strategica. Per questo motivo la valle vide, in più occasioni, la costruzione di opere di fortificazione militare, tese a contenere l’ipotetica avanzata nemica.

La prima opera fortificata fu il Forte della Consolata di Demonte, realizzato nel 1590 e  modernizzato nel secolo successivo, che non venne mai impegnato in operazioni belliche. Dopo il periodo della Restaurazione, i Savoia ripristinarono l’intera cintura difensiva verso la Francia, realizzando il Forte di Vinadio: la sua costruzione comportò la distruzione di parte dell’abitato storico di Vinadio, ma il forte non fu mai impegnato in azioni belliche, e nel 1959 venne dismesso dal Demanio. Infine nel XX secolo in valle Stura si realizzarono le opere di fortificazione del Vallo Alpino del Littorio, composte dalla fortificazione con una serie di opere in caverna della gola delle Barricate, dallo sbarramento nel comune di Sambuco e dalle fortificazioni di retrovia di Moiola,che rimasero incompiute per gli eventi bellici.

Le fortificazioni non costituiscono però l’unica attrattiva di visita culturale. La valle offre infatti diverse iniziative museali, volte a conservare e tramandare le caratteristiche storiche e culturali delle sue popolazioni, tra cui la salvaguardia della lingua e delle tradizioni occitane.

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