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Questo primo segmento del Parco del Po comprende la parte montana
del fiume ed occupa una superficie di 7.709 ettari ad una quota
altimetrica compresa fra i 250 e i 3.841 metri s.l.m..
Il Po nasce dal sistema dei
laghi e delle torbiere d’alta quota del gruppo del Monviso,
presso il Pian del Re, nel Comune i Crissolo, a 2.020 metri di quota;
soltanto 13 chilometri in linea d’aria separano le sorgenti
dalla pianura. Nel primo tratto del suo corso, il fiume è
un torrente tipicamente montano, che percorre rapidamente la valle
omonima. Dopo Pian della Regina, attraversa la fascia boschiva che
lo accompagna fino a Crissolo, in cui è possibile visitare
la grotta di Rio Martino. Superata la confluenza del torrente Lenta,
(area di notevole interesse paesaggistico e naturalistico), il letto
del fiume, pur conservando il suo andamento torrentizio, diventa
sempre meno ripido fino al punto in cui la valle si apre sulla pianura
alluvionale di Paesana. Quindi, con una fascia fluviale ristretta
e incisa, il Po prosegue il suo cammino tra due versanti boschivi
nella conca di Rocchetta, lambendo le pendici del Monte Bracco,
importante formazione geologica sede di interessanti presenze archeologiche,
storico – architettoniche e naturalistiche (Sito di interesse
regionale - Torbiere del Monte Bracco).

A valle di Martiniana Po e
in prossimità di Saluzzo, in periodo di secca, si evidenziano
dei fenomeni di carsismo che determinano il prosciugamento dell’alveo
in alcuni periodi dell’anno e lo scoprimento dei ghiareti.
Nei pressi di Saluzzo il Po assume l’aspetto di un fiume di
pianura: lento, con ampie anse, il letto si presenta poco inciso
e ramificato, su distese alluvionali di ciottoli e sabbia, accompagnato
spesso da una fitta vegetazione arbustiva e spontanea. A Revello,
esso si dirige verso nord con ampi meandri, fino ad insinuarsi nella
Riserva della confluenza con il Bronda (Area SIC) e nella zona di
recupero naturalistico dell’Area attrezzata del Ponte dei
Pesci Vivi.
Sempre nel Comune di Revello,
il fiume incontra lungo il suo percorso, l’Abbazia di Staffarda,
antico monumento edificato dai monaci cistercensi nel 1135 che prosciugarono
e resero produttivi questi terreni acquitrinosi. Qui i boschi e
la colonia dei Chirotteri di Staffarla costituiscono un Sito di
Interesse Regionale ed anche l’ultimo lembo del Parco nel
territorio di competenza del GAL.
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