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PARCHI / Il Parco del Po



Il Parco del Po
(tratto cuneese)

Gestore: Ente di gestione del sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po - tratto Cuneese

Sede legale: Piazza Denina, 2 - 12036 Revello (CN)

Sede amministrativa e operativa: Via Griselda, 8 - 12037 Saluzzo (CN)
Tel. 0175/46505 - Fax 0175/43710

E-mail: info@parcodelpocn.it
Superficie: 7.780,14 ha (Parco Po 7708,63 ha - Rocca di Cavour 71,51 ha)
Province: Cuneo, Torino


 


Questo primo segmento del Parco del Po comprende la parte montana del fiume ed occupa una superficie di 7.709 ettari ad una quota altimetrica compresa fra i 250 e i 3.841 metri s.l.m..

Il Po nasce dal sistema dei laghi e delle torbiere d’alta quota del gruppo del Monviso, presso il Pian del Re, nel Comune i Crissolo, a 2.020 metri di quota; soltanto 13 chilometri in linea d’aria separano le sorgenti dalla pianura. Nel primo tratto del suo corso, il fiume è un torrente tipicamente montano, che percorre rapidamente la valle omonima. Dopo Pian della Regina, attraversa la fascia boschiva che lo accompagna fino a Crissolo, in cui è possibile visitare la grotta di Rio Martino. Superata la confluenza del torrente Lenta, (area di notevole interesse paesaggistico e naturalistico), il letto del fiume, pur conservando il suo andamento torrentizio, diventa sempre meno ripido fino al punto in cui la valle si apre sulla pianura alluvionale di Paesana. Quindi, con una fascia fluviale ristretta e incisa, il Po prosegue il suo cammino tra due versanti boschivi nella conca di Rocchetta, lambendo le pendici del Monte Bracco, importante formazione geologica sede di interessanti presenze archeologiche, storico – architettoniche e naturalistiche (Sito di interesse regionale - Torbiere del Monte Bracco).

A valle di Martiniana Po e in prossimità di Saluzzo, in periodo di secca, si evidenziano dei fenomeni di carsismo che determinano il prosciugamento dell’alveo in alcuni periodi dell’anno e lo scoprimento dei ghiareti. Nei pressi di Saluzzo il Po assume l’aspetto di un fiume di pianura: lento, con ampie anse, il letto si presenta poco inciso e ramificato, su distese alluvionali di ciottoli e sabbia, accompagnato spesso da una fitta vegetazione arbustiva e spontanea. A Revello, esso si dirige verso nord con ampi meandri, fino ad insinuarsi nella Riserva della confluenza con il Bronda (Area SIC) e nella zona di recupero naturalistico dell’Area attrezzata del Ponte dei Pesci Vivi.

Sempre nel Comune di Revello, il fiume incontra lungo il suo percorso, l’Abbazia di Staffarda, antico monumento edificato dai monaci cistercensi nel 1135 che prosciugarono e resero produttivi questi terreni acquitrinosi. Qui i boschi e la colonia dei Chirotteri di Staffarla costituiscono un Sito di Interesse Regionale ed anche l’ultimo lembo del Parco nel territorio di competenza del GAL.

 
 

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