Indagini sulla carenza d’acqua
in un tratto del Po a Revello
PARCO DEL PO E UNIVERSITA’ STUDIANO IL FIUME
REVELLO – Il Parco del Po Cuneese
e l’Università del Piemonte Orientale, Dipartimento
di Scienze dell’Ambiente e della Vita, inizieranno
nel 2004 uno studio finalizzato ad indagare l’impatto
della carenza d’acqua sull’ecosistema fluviale,
analizzando i meccanismi con cui le comunità animali
superano i momenti di criticità idrica e le modalità
attraverso cui avviene il processo di ricolonizzazione
dei tratti in secca. Lo studio sarà realizzato
in un tratto del Po presso Revello, in cui ogni anno il
fiume ‘svanisce’ durante i caldi mesi estivi,
lasciando il posto ad una lunga striscia di massi e ciottoli.
Il Parco del Po Cuneese con questa iniziativa intende
promuovere lo sviluppo delle conoscenze ambientali in
un settore di estrema attualità e crescente interesse.
«I fiumi – spiega Stefano Fenoglio, naturalista
e ricercatore dell’Università del Piemonte
Orientale - sono uno degli ambienti naturali di maggior
rilevanza e complessità, e costituiscono un elemento
di fondamentale importanza nel tessuto ecologico di un
determinato territorio. Negli ultimi anni, sempre più
spesso i fiumi sono balzati all’attenzione dell’opinione
pubblica per le drammatiche ed importanti variazioni di
portata: improvvise e violente alluvioni oppure lunghe
e disastrose secche. Cambiamenti climatici e alterazioni
del territorio sono tra gli elementi alla base di questi
fenomeni, cui l’uomo risponde spesso con un approccio
puramente ingegneristico, considerando il fiume alla stregua
di un canale da gestire e regolamentare. La funzionalità
dei fiumi può risultare in tal modo compromessa,
e così anche la capacità di drenare e depurare
la sostanza organica prodotta nel territorio attraversato
e di ospitare ricche comunità di animali e piante.
Una corretta gestione dei fiumi non può prescindere
da un’approfondita conoscenza dei meccanismi che
ne regolano le dinamiche ecologiche: in particolar modo,
le comunità di organismi che vivono sul fondo (principalmente
insetti, crostacei, anellidi e molluschi) costituiscono
il vero e proprio ‘motore biologico’ del sistema,
metabolizzando la sostanza organica proveniente dall’esterno
e costituendo la struttura fondamentale delle reti alimentari
dei fiumi».
Ufficio Stampa
Parco del Po Cuneese