ESCURSIONISMO / SENTIERO FRASSATI
Il Sentiero"Roberto Cavallero"
Cinque impegnativi giorni ripercorrendo antiche tracce
itinerari di escursionismo in alta Valle Maira
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IL SENTIERO ROBERTO CAVALLERO
Il 30 giugno 1991 Roberto cadeva nei pressi
della Forcellina. Da una sottoscrizione spontanea si raccolse
una cifra che la famiglia decise di destinare a qualche
iniziativa inerente con la montagna.
Fu così che parlando con Nino Perino venne fuori
questo sentiero, già nei suoi progetti, ma non ancora
realizzato. Ben volentieri ci regalò l'iniziativa
dandoci anche tutto l'appoggio di cui avevamo bisogno. E
fu così che il Gruppo Alpinistico Benese "Dario
Oreglia" iniziò i suoi lavori.
L'inveno fu speso per l'organizzazione logistica, dalla
raccolta dei fondi necessari, alla ricerca dei materiali
di cui avevamo bisogno e, grazie alla concreta collaborazione
di molte persone, il tutto fu ben presto pronto. Con lo
sciogliersi della neve i lavori sono iniziati e il sentiero
si é cosi potuto inaugurare il 27 settembre 1992.
Non vogliamo qui parlare di Roberto perché, per chi
ha avuto la fortuna di conoscerlo, sarebbero ben poca cosa
queste quattro righe, mentre per chi non l'ha conosciuto,
non basterebbero certo per chiarire né chi era, né
quanto ha lasciato in noi.
Per una completa e sicura fruizione del sentiero, bisogna
invece evidenziare alcune particolaritá importanti;
innanzitutto il percorso é senz'altro per escursionisti
esperti dati i molti passaggi impegnativi da affrontare;
sono quindi necessari l'allenamento, la pratica a muoversi
su terreni diversi, la buona capacitá di orientamento
che é richiesta sempre, ma soprattutto in caso di
cattivo tempo (incontrando molti sentieri ognuno può
prevedere eventuali ritorni a valle in caso di necessità.)
Il sentiero é segnato in modo discreto, ma preciso,
nei punti importanti, con tacche rosse-azzurre, la sigla
SRC con freccia di tanto in tanto, ometti in pietra su certe
pietraie senza sentiero, paline in legno. Certi tratti in
comune con altri sentieri non sono ulteriormente segnati,
ma solo segnalati nella relazione, come pure la salita e
la discesa dei canaloni, lungo i quali ognuno sceglie il
passaggio che gli é piú congeniale.
É indispensabile avere una buona attrezzatura generale,
a iniziare dagli scarponi che devono essere molto robusti
per i lunghi tratti sulle pietraie presenti. Consigliato,
per il primo giorno, anche imbracatura, cordino e moschettoni
per il passo di Terre Nere. Nelle relazioni, destra e sinistra
si riferiscono sempre al senso di marcia.
Il percorso richiede buone e sicure capacità a muoversi
su terreni diversi e a volte difficili, come certe creste
e canalini, nei quali l'eventuale presenza di nevai va attentamente
valutata per evitare scivoiate molto pericolose. In generale
é meglio evitarli passando dilato cioé, spesso,
su rocce piú o meno facili da percorrere. Molti tratti,
dato il carattere del terreno friabile e scivoloso, diventano
impegnativi in caso di pioggia o brutto tempo. Se c'é
nebbia, salvo una sicura conoscenza della zona, é
meglio non avventurarsi in quei tratti senza traccia evidente,
ma piuttosto ripiegare su uno dei sentieri che si incontrano.
In una parola, attenzione sempre e buone capacitá,
sono indispensabili per percorrere in sicurezza questo sentiero
che non é per tutti.
Le difficoltà presenti sono specificate nelle relazioni
mentre sono lasciate alla fantasia personale, tutte quelle
varianti, e sono molte, che ognuno vorrà apportare,
sia per evitare eventuali punti difficiii che per abbreviare
o modificare parziaimente il sentiero, in base alle proprie
necessitá.
Prudenza ed esperienza dunque, per poter percorrere questo
sentiero che senz'altro vi regalerà momenti indimenticabili,
in sicurezza e tranquilitá.