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ANTICHI
MESTIERI
L’esiguità
dei terreni lavorabili rapportati alla popolazione
che un tempo risiedeva nelle vallate e il protrarsi
delle stagioni invernali ha favorito in passato il
fenomeno dell’emigrazione sia stagionale sia
permanente. Solo nella ricerca di ricchezza all’esterno,
infatti, queste popolazioni potevano travare una soluzione
al quotidiano problema della sopravvivenza. Le attività
che gli abitanti delle vallate potevano intraprendere
erano molteplici, soprattutto quelle rifiutate dagli
abitanti del luogo perché troppo faticose,
scarsamente remunerate o socialmente indesiderabili.
L’emigrazione invernale, iniziava di solito
ad ottobre e novembre e durava fino ad aprile, maggio.
Per accudire ai lavori delle stalle erano sufficienti
gli anziani e le donne. I bambini dai dieci agli undici
anni seguivano invece un adulto, che poteva essere
un parente o un conoscente sulle vie della Francia,
del Piemonte o della Lombardia.
I più fortunati potevano avvalersi della loro
professionalità ed interagire con le offerte
del mercato come le figure dei bottai, bastai, pastori,
calderai, ombrellai, impagliatori di sedie che potevano
offrire fino a qualche decennio fa un’abilità
spesso esclusiva.
Un’ulteriore forma di attività legata
al fenomeno dell’emigrazione temporanea era
il commercio itinerante. Mestiere molto faticoso in
quanto si era perennemente in cammino durante i mesi
invernali, e perché richiedeva di disporre
di un piccolo capitale iniziale per l’acquisto
delle merci.
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